STORIA DEL REGISTRO ITALIANO DEI FLEBOLOGI di Giuseppe Genovese

 

genovese giuseppe

 

 

 

 

La S.I.F. (Società Italiana di Flebologia) ha concepito questa importante iniziativa nel 2004 e oggi la ripropone, condividendola con l’A.F.I. (Associazione Flebologica Italiana), con l’intento di dare potenzialità certe a tutti i nostri Soci operatori di questa disciplina che, non specialistica, rischia di non trovare il giusto riconoscimento e il giusto spazio, e di fornire informazioni certe ai pazienti flebopatici Soci A.I.F. (Associazione Italiana Flebopatici) e no.
La Flebologia, anche se non surrogata da una Scuola di Specializzazione specifica, è ormai accettata e legittimata come Disciplina a sé stante dalle Società Scientifiche nazionali ed internazionali, specifiche della materia, e dalle moltissime attività di formazione realizzate, da più di trent’anni, sia in ambiente universitario (Corsi di Perfezionamento, Corsi di Aggiornamento, Master, ecc.) sia per iniziativa delle Società Scientifiche o di Strutture Cliniche pubbliche e private.
Per ribadire e confermare sul piano pratico questi concetti e abbiamo realizzato il Registro dei Flebologi.
Questo evento è il punto d’arrivo di una “marcia” che, per noi della SIF, è iniziata nel 1980 quando si concretizzarono a Bologna, presso la Valet s.r.l., i primi Corsi di Flebologia, da me creati e diretti, che riunirono in pochi anni centinaia di colleghi desiderosi di dedicarsi a questa Disciplina.
Nacque allora la Società Italiana di Flebologia formata da tanti medici liberi professionisti: la Società dei “Peones” come venivano chiamati dai rappresentanti delle altre Società di Flebologia, che nacquero poco dopo, e da gran parte del Mondo Accademico.
Era la Società dei veri Flebologi liberi professionisti che era nata in Italia con qualche decennio di ritardo rispetto al nord dell’Europa.
I “Peones” facevano paura perché, autonomi, pensavano solo al lavoro e alla professionalità lontani dagli schemi arcaici e bizantini del mondo delle Società Scientifiche e rischiavano di alterare equilibri, consolidati e nello stesso tempo fragili, dove l’apparire era più importante dell’essere e la materia Flebologia rappresentava più un concetto che una realtà.
Nel 1987 dopo il Congresso di Ostuni, che ebbe un enorme successo, La Società dei “Peones” ebbe una crescita imponente. Nel 1988 entrò nel Consiglio Direttivo della SIF l’amico Roberto Bisacci pur sollecitato da diversi cattedratici a star lontano da noi.
C’era.però un’altra parte del mondo accademico che aveva compreso il fenomeno e la realtà della Materia Flebologia e della nostra Società. Maestri illuminati come Luigi Moggi, Giorgio Agrifoglio, Vincenzo Stipa, Rocco Docimo e Carlo Spartera s’impegnarono fattivamente a collaborare con la SIF .
Nell’a.a. 1989/1990 con Roberto Bisacci, grazie alla lungimiranza di Luigi Moggi, organizzammo all’Università di Perugia i primi Corsi di Perfezionamento in Flebologia e li abbiamo replicati, spesso con due o tre indirizzi diversi nello stesso anno, fino al 2009 poi li abbiamo e li stiamo realizzando con l’Università di Camerino. Nel 1998 costituimmo il Centro Interuniversitario di Ricerca e Formazione in Flebologia, con sede amministrativa a Perugia, dove abbiamo creato il primo Dottorato di Ricerca in Flebologia.
In quel primo periodo lasciai l’insegnamento alla Valet srl preso dall’attività universitaria e al mio posto, subentrò Alessandro Frullini che ha portato avanti brillantemente questa Scuola privata che tanto ha contribuito alla formazione dei Flebologi Italiani. Da quella Scuola è nata anche l’AFI che raccoglie nello spirito e nei Soci le stesse caratteristiche della SIF: per questo motivo ci siamo convinti e impegnati a collaborare insieme alla realizzazione del Registro Italiano e del Registro Europeo dei Flebologi.
Il nostro obbiettivo di allora era quello di arrivare alla Scuola di Specializzazione in Flebologia ma non ci sarà mai una Scuola di Specializzazione in Flebologia in Europa perché non c’è volontà e non ci sono i soldi per realizzarla:
Per questo nel 2004, quando ancora eravamo nel Collegio Italiana di Flebologia, spinti dalla volontà tenace di Roberto Bisacci, abbiamo istituito il Registro Italiano dei Flebologi, aperto ai Soci di tutte le Società. L’iniziativa ebbe molto successo: registrammo 125 Flebologi che ci inviarono i loro attestati e titoli in fotocopia. Le altre Società boicottarono l’iniziativa: probabilmente la figura del Flebologo, dei tanti Flebologi che operavano, come oggi operano, sul territorio sdoganati e indipendenti dava fastidio. Era meglio contrastare l’iniziativa e indirizzare le Aziende amiche su altri percorsi: all’organizzazione di tante piccole riunioni ECM per i medici di base perché hanno più interesse a una flebologia di minima e prescrittiva che a una Flebologia Specialistica.
Nel 2013 abbiamo deciso di far diventare di nuovo operativo il Registro Italiano dei Flebologi con una visione più ampia e un obiettivo che si allarga in una dimensione europea: il “Registro Europeo dei Flebologi”.
Questo nuovo orizzonte e questa meta teorizzata e pianificata da Roberto Bisacci e accolta da noi tutti con entusiasmo sta concretizzandosi:
Abbiamo stretto un vincolante accordo con i vertici dell’AFI e varato un Progetto di Ricerca che sarà presentato, per il finanziamento CEE, dalla Medin Europe SPRLEU Project Management di Bruxelles.
Il progetto ha suscitato notevole interesse: l’8 di Luglio 2014 abbiamo avuto un primo interessante incontro a Bruxelles con i rappresentanti di Società di Flebologia di molte nazioni europee, ci incontreremo di nuovo a Monaco di Baviera il 19 di Settembre e in seguito a Bruxelles in Ottobre per il varo definitivo.
Per quanto riguarda il Registro Italiano per mia volontà, condivisa da Alessandro Frullini e dai Presidenti Marco Apperti e Patrizia Pavei, abbiamo costituito un Consiglio Didattico nel quale saranno presenti due rappresentanti delle varie Società Scientifiche Flebologiche nazionali che, su invito, vorranno aderire al Progetto e da un rappresentante per ogni Università che aderirà allo stesso.
Il Consiglio Didattico, del quale sono Coordinatore, avrà lo scopo di delineare e aggiornare i percorsi formativi e di aggiornamento per la definizione e il riconoscimento della figura professionale del Flebologo.

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