Scleroterapia compressiva delle varici

di Francesco Ferrara

Con tale termine s’intende un trattamento ambulatoriale delle varici, basato sulla compressione elastica (bende e calze) che ha dimostrato la sua validità, nel tenere sotto controllo il complesso della varicosi. Poche sedute bastano a effettuare un trattamento completo, ben tollerato, con diretto riscontro dell’efficacia, e capace di consentire la continuazione del proprio lavoro e delle proprie abitudini di vita senza alcuna limitazione fisica.

Essa consiste nell’iniezione del farmaco sclerosante (un liquido destinato a un’azione non generale, ma solo locale e privo di effetto su vene sane), dopo l’introduzione nelle varici di aghi particolari e con successiva applicazione di bendaggio. Non è necessaria alcuna anestesia né locale né generale. Le pareti delle vene, così trattate vanno incontro a infiammazione e successiva cicatrizzazione, così da ridurre il reflusso. Talvolta è necessario, in corso di trattamento, pungere per svuotare (in anestesia locale) delle piccole raccolte di sangue; ciò allo scopo di prevenire le recidive e le pur possibili macchie della pelle, che possono persistere, per tempo variabile, dopo il trattamento.

È NECESSARIO CHE IL PAZIENTE S’IMPEGNI A:
A. CAMMINARE PER 20 MINUTI SUBITO DOPO LA SEDUTA
B. APPLICARE COSTANTEMENTE LE BENDE O LA CALZA SECONDO LE ISTRUZIONI DA ME FORNITE
C. EVITARE LUNGHI PERIODI DI IMMOBILITÀ (in caso che, per influenza, acuzie artrosiche, o altro, si sia costretti a stare a letto occorre avvisare il medico).
D. È PERTANTO PRESCRITTA PIENA ATTIVITÀ MOTORIA DURANTE L’INTERO TRATTAMENTO

Le bende o la calza elastica vanno tenute per tutto il trattamento, possono essere rimosse solo di notte e riapplicate al mattino prima di alzarsi dal letto. È VIETATO STARE IN PIEDI SENZA DI ESSE.

Esistono altre tecniche di scleroterapia, io preferisco adottare la scleroterapia compressiva per due motivi:
1) Può essere proposta in qualsiasi tipo di varici compreso quelle della grande safena, comunemente trattate con chirurgia (tradizionale o laser), rispetto alla quale non è gravata da alcun aumento di recidive (*). Queste, infatti, nei miei studi pubblicati in letteratura scientifica, non superano il 12% anche dopo 15 anni.
2) Offre una maggiore protezione verso gli incidenti della scleroterapia, Queste, tuttavia, in quanto possibili, sia pur di rado con qualsiasi metodo sclerosante (compreso questo), sono qui descritte, con la relativa incidenza riscontrata in letteratura, indicata in parentesi [ ]:
– necrosi più o meno estese da iniezioni accidentali del farmaco fuori vena o in arteria, [< 1%]
– tromboflebiti superficiali e profonde, [< 1%]
– fenomeni di allergia [0,2%] di qualsiasi entità (quest’ultimi, proprio perché possibili con l’uso di un qualsiasi farmaco, sono da me prevenuti, nei casi sospetti, con terapia desensibilizzante e ipotizzandone le sporadiche forme estreme, quali lo shock anafilattico, con i presidi di pronto intervento, presenti in studio)
– Infine ricordo le complicanze minori, legate alla reattività del paziente: a livello di pelle (macchie [1%], formazione di piccoli capillari [< 1%] o a livello generale, brevi e in genere a spontanea risoluzione (sensazione di venir meno, sudorazione, fugaci sfarfallii davanti agli occhi, cefalea, aumento temperatura, bocca amara) [1,6%]. Eventuali indurimenti, escoriazioni o aloni bruni, che in sede d’iniezione potrebbero talvolta apprezzarsi ancora a distanza di giorni o qualche mese, non costituiscono un’allarmante complicanza, in quanto prevenuti e ben trattati con un’adeguata elastocompressione.

La scleroterapia compressiva richiede la massima collaborazione da parte del paziente e un’adeguata preparazione di chi l’effettua, il cui essenziale requisito è quello di essere dedicati e attrezzati solo per la scleroterapia, nonché di averne un’esperienza pluriennale.

La malattia varicosa ha un potere evolutivo e imprevedibile; dopo scleroterapia sono prescritti trattamenti, esercizi fisici e visite di controllo con ecodoppler; grazie al quale, le recidive, diagnosticate precocemente, possono essere prevenute con qualche seduta di ritocco. All’uopo una specifica prescrizione, la cui osservanza è condizione necessaria alla riuscita della cura, completerà il trattamento, che potrà considerarsi concluso solo all’atto della sua consegna .
Anche le così dette varici capillari, quando assumono particolari caratteristiche e dignità clinica, possono essere trattate con la scleroterapia. Esse, diversamente dalle varici più grosse, non scompaiono subito, ma gradualmente, nell’arco di 3-6 mesi. Ogni decisione, circa il loro trattamento deve, pertanto, rimanere prerogativa solo del medico e non del paziente (es. sono da sclerosare solo i capillari tortuosi, disposti a ciuffi e ben visibili a distanza di 2m).
La scleroterapia si limita a sopprimere le varici, grandi o piccole che siano; ma il fatto che da tale prassi la paziente ne possa trarre un miglioramento estetico non l’autorizza a considerare la scleroterapia una terapia estetica.
(*) per recidiva si intende la ricomparsa almeno del 50% del quadro varicoso iniziale, e/o edema, e/o ulcere.
1. Si ricorda ai pazienti di sesso maschile di depilare interamente l’arto prima d’iniziare il trattamento.
1. È utile indossare calza di seta da donna sotto quell’elastica, per consentirne un suo agevole scivolamento
Non applicare creme o cosmetici sulle gambe in corso di scleroterapia

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